Gavorrano e il Risorgimento

26 febbraio 2011

Celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia: al centro congressi ex Bagnetti il convegno dedicato ai valori risorgimentali e alla figura di Giuseppe Bandi; Filippi: «vogliamo riscoprire il senso di appartenenza alla comunità nazionale»

Gavorrano – I valori del Risorgimento, i personaggi e gli eventi di quel periodo storico che vide la nascita dell’Italia come nazione unita, e in particolare la figura di Giuseppe Bandi sono stati al centro del convegno organizzato questa mattina al centro congressi degli ex Bagnetti dal comune di Gavorrano in collaborazione con il Laboratorio Gavorrano Idea, la provincia di Grosseto, il Comitato Maremmano per la tutela dei valori risorgimentali e il circolo culturale “Il Risveglio di Calamartina”.

Una giornata dedicata alla nascita e alla diffusione del sentimento risorgimentale nella Maremma dell’800 come recita il titolo del convegno, voluto fortemente dal commissario straordinario Vincenza Filippi e che ha visto la partecipazione del presidente del consiglio provinciale Sergio Martini e il presidente del Parco delle Colline Metallifere Luca Agresti.

«Questo convegno – ha spiegato il commissario Vincenza Filippi – si inserisce nel quadro delle celebrazioni per i 150 anni d’Italia e pone al centro del dibattito la figura di un giovane eroe dell’epopea risorgimentale nato proprio a Gavorrano e vuole operare una riscoperta del senso di appartenenza ad una comunità, quella nazionale, attraverso il richiamo a valori condivisi. Il ricordo di tanti personaggi anche se protagonisti di vicende minori in terra di Maremma o in altri territori d’Italia, deve essere stimolo, nel presente, a preservare quei valori».

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Ripensando al Bandi

20 febbraio 2011

Giuseppe Bandi, il Risorgimento, l’Unità d’Italia: l’omaggio del Giunco.net al nostro concittadino

di Piero Simonetti

Gavorrano – Sicuramente Giuseppe Bandi (nella foto nel 1859 quando era un giovane ufficiale di 26 anni) incamerò, senza saperlo, un aspetto fondamentale del carattere dei gavorranesi, ossia la caparbietà. Una caratteristica che lo ha poi accompagnato in ogni azione della sua esistenza.
Perfino la mano assassina dell’anarchico Oreste Lucchesi – che uccise Bandi il 1 luglio 1894 – venne armata dalla caparbietà della penna con cui Bandi attaccò, nei suoi giornali, l’altro vile attentato ai danni del presidente francese Sadi Carnot, ucciso anch’egli da mano anarchica cinque giorni prima, il 27 giugno dello stesso anno.
Giuseppe visse nella comunità di Gavorrano fino all’età di 14 anni, quando ancora era lontana la scoperta della pirite e la conseguente epopea mineraria. Nacque infatti nel 1834, secondogenito di Agostino Bandi ed Emilia Mazzinghi. Il padre, avvocato, era a Gavorrano a ricoprire il ruolo amministrativo di Podestà fin dal 1832. Successivamente la famiglia Bandi lasciò Gavorrano per Portoferraio ed altre destinazioni, legate alla carriera professionale del padre.
Il paese viveva essenzialmente del lavoro dei campi e del poco artigianato esistente. La mattina presto la gente partiva diretta al vasto piano, in compagnia del proprio mulo. Nei corbelli addosso alla schiena del quadrupede, qualche attrezzo, la fiasca dell’acqua ed il pane, un poco di vino ed una fetta di quel pezzo di lardo, appeso da tempo al trave nell’umida stalla sotto casa.

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Gavorrano celebra l’Unità d’Italia nel nome di Bandi

18 febbraio 2011

Sabato 26 febbraio in programma il convegno dedicato alla “Nascita della Nazione” nel 150° anniversario dell’Unità

Gavorrano – Il Comune di Gavorrano, con il Patrocinio della Provincia di Grosseto, ha organizzato un convegno per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. È l’occasione per un momento di riflessione e approfondimento sulla nascita e lo sviluppo della nostra Nazione e per rendere attuale il ricordo e la testimonianza dei protagonisti del Risorgimento. Tra quelli nati in terra di Maremma, un posto di indubbio rilievo va riconosciuto a Giuseppe Bandi che ebbe i natali proprio a Gavorrano. Dei soggetti artefici del processo risorgimentale vanno sottolineati la passione civile, le azioni e l’impegno culturale, tutti rivolti al perseguimento di un progetto unitario e coeso di Nazione.

Uno sforzo collettivo proposto alla comunità e soprattutto alle giovani generazioni per riappropriarsi, come ha evidenziato nella “brochure” dell’evento il Commissario straordinario del Comune di Gavorrano Vincenza Filippi, della memoria e dei valori più autentici della nostra storia. È con questo spirito che si terrà a Gavorrano, località Bagnetti, presso la “Porta del Parco – Centro Congressi” sabato 26 febbraio il Convegno sul tema “Nascita e diffusione del sentimento risorgimentale nella Maremma dell’800 – Episodi e personaggi”.

Il centro congressi Porta del Parco dei Bagnetti ospiterà il convegno che celebra i 150 anni dell’Unità d’Italia

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Gavorrano dedica l’Unità a Giuseppe Bandi

2 febbraio 2011

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia la sala consiliare del palazzo comunale sarà intitolata a Giuseppe Bandi, protagonista del Risorgimento in Toscana, segretario della Giovine Italia e fondatore di due giornali

Gavorrano –  La sala del consiglio comunale di Gavorrano sarà intitolata alla memoria di Giuseppe Bandi. In occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, come deliberato dal commissario prefettizio Vincenza Filippi, il comune di Gavorrano renderà onore ad uno dei suoi cittadini più illustri, figura centrale del movimento risorgimentale toscano, attivista e rivoluzionario che dedicò la sua vita all’impegno civile e militare per l’unificazione del Paese.
Giuseppe Bandi nacque a Gavorrano il 15 luglio del 1834 al piano superiore dell’attuale palazzo municipale dove si trovava l’appartamento residenziale del podestà, carica ricoperta dal padre Agostino, originario di Montepulciano in provincia di Siena.
Garibaldino e mazziniano, Giuseppe Bandi fu protagonista del Risorgimento Italiano: fu segretario della Giovine Italia, partecipò ai moti rivoluzionari nel 1857, prese parte alla spedizione dei Mille collaborando con Giuseppe Garibaldi e fondò due giornali: “La Gazzetta Livornese” e “Il Telegrafo”.

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I 150 anni della Banda di Giuncarico

8 dicembre 2010

Cerimonia per celebrare la Filarmonica giuncarichese fondata nel 1860: scoperta la targa in marmo che ne ricorda l’anniversario

Giuncarico – Nel 1860, un anno prima che si realizzasse l’Unità d’Italia, a Giuncarico su iniziativa di alcuni paesani vide la luce la Società Filarmonica. Il legame tra Giuncarico e la sua Banda è sempre stato molto forte ed è rimasto vivo fino ai giorni nostri nonostante che la Società si sia sciolta intorno alla metà degli anni ’50 del novecento.
“La banda di Giuncarico – si legge in un articolo pubblicato sul Giunco nel settembre del 1999 – era composta da gente comune che lavorava dal sarto al muratore, dal negoziante al minatore. Lavori certamente non riposanti, ma quelle persone, con lo stesso spirito, affrontavano sia le prove che i vari concerti che tenevano in altri paesi. Era una festa quando la domenica o per certe ricorrenze la banda faceva la sortita in piazza. Tutto il paese accorreva per ascoltare quella musica che portava allegria e gioia”.

Centocinquanta: la nuova targa commemorativa viene scoperta

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Il castello di Giuncarico e il suo affresco

16 giugno 2010

a cura di Gian Luca Bonucci

Conoscere la storia del proprio paese, attraverso la lettura di vecchi documenti, vecchi libri, è stata una prerogativa del nostro amato giornalino.
È grazie a questo interesse, e dopo svariate ricerche, siamo riusciti a vedere realizzato un nostro sogno, far dipingere nella nostra piazza un affresco, per mostrare a tutti quelli che verranno a visitare il nostro paese, un po’ della nostra storia.
Infatti, l’affresco rappresenta la sottomissione spontanea di Giuncarico nei confronti di Siena.
L’originale di questo affresco si trova nella Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico di Siena, nella parete di fronte alla Maestà di Simone Martini, dove si trova il Guidoriccio da Fogliano (sempre di Simone Martini).

La presa del castello di Giuncarico: nella foto l’affresco che si trova nella Sala del Mappamondo del Palazzo Comunale di Siena

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Il Monastero di San Germano

23 aprile 2010

di Michela Corti

Giuncarico – Nella memoria di qualche giuncarichese sarà forse rimasta traccia della scoperta della necropoli etrusca di San Germano avvenuta tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘70 dello scorso secolo. Allora furono individuate oltre venti tombe, alcune delle quali vennero sottoposte a scavo archeologico da parte della Soprintendenza Archeologica della Toscana. La necropoli si sviluppava lungo la media valle del Sovata, in un’area non molto distante dalla attuale stazione ferroviaria di Giuncarico e all’epoca del suo utilizzo, tra fine VII e VI secolo a.C., si trovava nel distretto territoriale di Vetulonia, lungo una delle direttrici che dalla città conducevano all’area mineraria del Massetano, luogo di approvvigionamento di minerali come ferro, rame, piombo ed argento da parte della metropoli etrusca.

Sopra: una delle tombe della necropoli di San Germano. Per informazioni si può visitare il sito internet Parco degli Etruschi cliccando sul questo qui

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